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La comunicazione di coppia

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Per capire meglio lo scenario degli errori e dei misunderstanding che si commettono quotidianamente nella comunicazione tra due persone dovremmo immaginare la comunicazione di coppia come una partita a scacchi il cui fine sia far capire all’avversario dove vogliamo posizionare il re. L’obiettivo non è fare “scacco matto”, bensì comunicare qualcosa in modo chiaro, ovvero fare arrivare al ricevente il vero senso del nostro messaggio in modo pulito e chiaro. Mossa dopo mossa, frase dopo frase, il ventaglio delle opzioni di gioco si restringe e non è più possibile tornare indietro. Questo aspetto è basilare.
Ogni volta che comunichiamo qualcosa, il contenuto della comunicazione vincola la comunicazione successiva. Facciamo un esempio banale. Un giorno la nostra compagna/il nostro compagno ci presenta un piatto di una nuova ricetta e noi per non ferirla/o le/gli diciamo che è buono. In realtà odiamo quella nuova pietanza. Lei gratificata dall’elogio sarà propensa a presentarci nuovamente quel piatto e forse, la seconda volta ripeteremo lo stesso errore, diremo ancora che è buono. Più va avanti questa finzione è più sarà difficile ammettere che non ci piace.
Possiamo discostare questo esempio a dinamiche più sottili della comunicazione di coppia, ma il risultato non cambierebbe.
L’aspetto più importante delle relazioni è proprio lo scambio delle informazioni. A volte facciamo degli errori che a lungo andare, se perpetuati, rischiano di inficiare la genuinità del rapporto.
Vediamo insieme di seguito quali sono gli errori tipici della comunicazione.

– L’illusione di non comunicare
La comunicazione non ha un suo opposto, o per meglio dire è impossibile non comunicare. A volte si è troppo oppressi dalla circostanza per trovare la forza di esprimere verbalmente il proprio punto di vista al partner. In questo caso si fugge il dialogo. L’errore è illudersi, in questo modo, di escludere l’altro dal nostro problema, come se il continuo scambio di informazioni peculiare della vita di coppia potesse essere momentaneamente in pausa per poi essere ripreso da dove si era fermato. Non è così. Il nostro ritrarsi comunica all’altro un malessere, poi lui lo elabora in autonomia e se non viene affrontato rischia di venire frainteso. Possiamo posticipare una discussione, se in quel momento non ci sentiamo in grado di sostenerla, ma è molto importante parlarne subito dopo per ripristinare la chiarezza.

– Incongruenza tra i canali comunicativi
A volte la tentazione di dissimulare un’emozione è inevitabile. Tornando un istante all’esempio della minestra, quale messaggio diamo alla nostra compagna dicendo che ciò che ci ha cucinato ci piace tantissimo, ma facendo, mentre lo diciamo, una smorfia disgustata? L’abbiamo detto, questo caso è banale. Però la stessa cosa succede spesso in altri contesti della comunicazione di coppia. Quando cerchiamo di dissimulare il nostro disappunto veniamo quasi sempre traditi dagli aspetti non verbali della comunicazione, il risultato è un messaggio ambiguo che non viene compreso dall’altro. Noi crediamo di essercela cavata con le parole, lui si sta chiedendo il perché di quel tono. Abbiamo detto che dissimulare può essere inevitabile, però dopo è utile ritornare sul discorso, chiarire il proprio punto di vista e mettere un punto al rimuginare del vostro partner.

– Ironia e sarcasmo
Un modo specifico per dissimulare è utilizzare l’ironia e il sarcasmo per esprimere il disappunto, cioè criticare l’altro scherzando. Questa è una modalità di comunicazione molto aggressiva perché non permette al vostro partner di rispondere a tono ma consente solo due scenari. Il primo è la risposta a sua volta ironica o sarcastica, giocata sullo scherzo e non sul contenuto della critica. Entrambi fuggite l’argomento e come abbiamo visto, evitare il confronto porta al rimuginio. L’altro scenario è il tentativo di riportare il discorso sui binari dell’argomentazione. Aver usato l’ironia in questo caso vi protegge perché qualsiasi cosa lui dica potete ribattere che stavate scherzando, scatenando in lui un malsano senso di impotenza.

– Generalizzare
Lo stato emotivo influisce il recupero dei ricordi: quando siamo allegri pensiamo più facilmente a bei momenti, quando siamo tristi ci vengono alla mente solo cose negative. Se siamo arrabbiati con il nostro partner sarà facilissimo sciorinare una lista di occasioni in cui lui ci ha deluso per il motivo oggetto di discordia in quel dato momento. Gli diremo probabilmente che lui è così. La verità è che lui non è solo così, si è comportato così in alcune situazioni, ma nell’istante in cui discutete è irrilevante. Non serve a niente accusare qualcuno di essere una persona di un certo tipo, l’oggetto della discussione dev’essere il suo comportamento nella singola circostanza.

– Squalificazione della comunicazione
Uno dei problemi più frequenti della comunicazione di coppia è il tentativo di squalificare la comunicazione, invalidando la propria comunicazione o quella dell’altro. Contraddirsi, cambiare argomento o sfiorarlo, dire frasi incoerenti o incomplete, ricorrere a uno stile oscuro o utilizzare manierismi, fraintendere, dare una propria interpretazione letterale alle metafore o un’interpretazione metaforica di un significato letterale. Non dire nulla dicendo qualcosa ci fa apparire disponibili al dialogo, ma così facendo lo stiamo solo rifiutando.

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Bibliografia e sitografia

Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D., 1967. La pragmatica della comunicazione umana. Casa Editrice Astrolabio
Boz, Francesco in http://www.psikhe.com/articoli/5-errori-comunicazione-coppia/


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Author Info

Dott. Giorgio Conte

Mi sono laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso la LUMSA di Roma e sono Iscritto all'albo degli Psicologi del Lazio al n° 20554. Vivo ad Ostia (Roma) dove esercito la libera professione. Mi occupo di consulenza e diagnosi clinica psicologica, ma anche di psicologia del lavoro (selezione del personale, assessment, formazione), psicologia dell'emergenza. Ho collaborato e collaboro tutt'ora con le Forze Armate e Forze di Polizia nei contesti di selezione e formazione del personale. Sono socio volontario della Onlus "Psicologi per i Popoli - Lazio" che si occupa di supporto psicologico in contesti di psicologia dell'emergenza. Sono socio dell'associazione AltraPsicologia che si occupa della tutela dei diritti degli psicologi.